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A Strasburgo il Parlamento europeo ha votato a maggioranza (364 sì, 154 no, 37 astensioni) una risoluzione che punta a scongiurare un orientamento più favorevole alla tutela della maternità e della vita da parte della Suprema Corte degli Stati Uniti d’America. Un deragliamento pericoloso.

La maggioranza dei deputati al Parlamento europeo ha ritenuto legittimo approvare una Risoluzione – testo di natura politica sull’attualità – che invita l’organismo che amministra la giustizia al livello massimo in un consesso di Stati indipendenti (dall’UE) e pienamente sovrani, per scoraggiare i giudici americani dal rivedere la legislazione sull’aborto a maggior tutela del nascituro.

Non si tratta solo di un’ingerenza che a ruoli invertiti sarebbe certo tollerata a fatica, ma anche dell’ennesima occasione per propugnare un inesistente diritto umano all’eliminazione del nascituro e a dare battaglia all’obiezione di coscienza.

La notizia purtroppo non meraviglia chi segue l’attualità europea, che ci mostra un volto di Europa segnato dalle logiche di morte anziché in prima linea a proteggere e valorizzare il diritto umano fondativo per eccellenza, il diritto alla VITA e al sostegno della maternità – anche nelle situazioni più dolorose e quindi che esigono maggiore delicatezza e rispetto. Pieno sostegno, quindi agli amici di Alleanza Cattolica e al Segretario Generale della COMECE, che hanno prontamente espresso preoccupazione e ribadito la necessità di tutelare la maternità e l’obiezione di coscienza.

L’impegno per diffondere la grandezza della civiltà europea assume da oggi un valore ancora più stringente. Noi ci siamo!

 

L’incontro del 29 marzo (articolo qui) ci ha permesso di farci conoscere e incontrare una trentina di giovani chiamati a raccolta da Giovani delle Acli di Bologna a riflettere sul futuro dell’Europa e farsi parte attiva elaborando proposte concrete: cittadinanza attiva a 12 stelle.

La nostra associazione non poteva mancare in un momento in cui i giovani della nostra città natale, Bologna, si raccoglievano attorno ad un tavolo a descrivere l’Europa che hanno nel cuore. Lontani da un mero giovanilismo, siamo convinti anzi che i giovani non siano solo il futuro, ma già il presente della società, con le contraddizioni e gli slanci propri di un cuore che ha la vita davanti.

Abbiamo raccontato cosa significa per noi radici cristiane dell’Europa e tratteggiato i caratteri principali dei Santi Patroni, cioè figure che la Chiesa ha indicato come specifici modelli e intercessori per l’uomo e la donna europei.

L’incontro è stata l’occasione per spiegare che la Chiesa è “madre e maestra” avendo a cuore la vita e il destino dell’Uomo come missione affidatale da Cristo stesso, “sorgente di speranza per l’Europa”. Questi virgolettati sono due passaggi di Magistero – vi invitiamo a scoprire googlando qual è la fonte! – e sono un assaggio del patrimonio inesplorato del magistero europeista degli ultimi Pontefici.

Grazie, amici delle Acli! E alla prossima occasione

I Giovani delle Acli di Bologna realizzano la tappa locale del progetto “L’Europa che verrà”, nel 2022 Anno europeo dei giovani. Francesco Masina propone “Un viaggio alle radici cristiane dell’Europa”, martedì 29 marzo alle ore 18:30.

La nostra associazione festeggia la fine della fase emergenziale della pandemia con un evento che vuole raccogliere i giovani attorno all’Europa, che dedica il 2022 Anno europeo dei Giovani. L’iniziativa “L’Europa che verrà” ha la sua cornice nella Convenzione sul futuro dell’Europa, che in questi mesi sta avendo luogo in tutti i 27 Paesi membri con lo scopo di dare una voce a tutti i cittadini sul futuro dell’Unione. Il nostro piccolo ma accorato contributo sarà un viaggio alle radici cristiane dell’Europa, per scoprire se i “magnifici 6″, ovvero i Santi Patroni d’Europa che la Chiesa offre come intercessori e modelli, sono dei soprammobili oppure affidabili compagni di viaggio.

Fai clic per ingrandire - La locandinaLa tavola rotonda con i partecipanti della tappa bolognese

Consapevoli che la figura di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo (1956-2022), non è conosciuta come merita, abbiamo ritenuto doveroso svolgere un lavoro di ricerca sui tanti interventi effettuati, sia in occasione dei suoi funerali di Stato (Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, Roma 14 gennaio 2022) sia della commemorazione al Parlamento europeo (Strasburgo, 17 gennaio 2022). Le varie voci qui raccolte ci regalano l’icona di un vero europeo di alto profilo

a cura di Francesco e Paolo Masina

 

David Sassoli al Parlamento europeo (2020)

David Sassoli al Parlamento europeo (2020) - © European Union 2020 - Source : EP

Il 2022 è cominciato con una nota di commosso cordoglio per chi segue la vita dell’Europa: a pochi giorni dalla naturale conclusione del suo mandato di presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli è venuto a mancare per una malattia. La notizia è stata inattesa, pur non essendo segreta la sua condizione di salute problematica, e ha suscitato molta commozione e unanime ammirazione. Un uomo buono, un giornalista appassionato della verità, un politico umile, determinato e fiducioso.

Crediamo che, raramente, nella storia dell’Unione Europea, ci siano state due grandi manifestazioni, di forte portata emotiva, come il funerale di David Sassoli (14 gennaio) e la sua commemorazione al Parlamento Europeo, a Strasburgo (17 gennaio). Dai due eventi – grazie sia alla potente figura di Sassoli, sia ai tanti interventi di eminenti personalità, di familiari e di comuni cittadini – ne è uscita una dimensione alta dell’Europa, una dimensione autentica degna dei Padri fondatori.

Finalmente, hanno pensato tanti cittadini, italiani ed europei, l’Europa ha ritrovato la sua anima: spirito di servizio ai popoli e alle persone, rispetto per ogni differenza, solidarietà, giustizia e soprattutto verità.

La neo Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha definito David Sassoli: “Il volto di un’Europa di buona volontà” e ha messo in evidenza il suo “pudore”, il non voler apparire, la sua determinazione , la sua dolcezza. Secondo Metsola, nei confronti di David, le persone si possono dividere in due categorie: “essergli amici o essergli grandi amici”.

Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha detto che i dirigenti dell’Europa si debbono impegnare a proseguire l’opera di Sassoli, traducendo la sua visione in fatti.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha concluso il suo forte intervento con l’augurio tipico degli Scout: “Buona strada, David”.

Ecco, sta qui il segreto di Sassoli: essersi messo sulla strada, per compiere un cammino, per effettuare un percorso, consapevole che c’è tanto da fare ma che se non si comincia, se non si mette mano all’aratro, la terra rimarrà sempre da dissodare.

E tutto con umiltà: colpisce la frase di David ai suoi collaboratori all’indomani della sua elezione a presidente dell’Europarlamento: “Ricordatevi che torneremo zucche!“.

Già dal suo discorso di insediamento come Presidente del Parlamento Europeo si intravedeva la cifra della sua azione politica. Diceva, infatti: “Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Unione Europea”.

Il sorriso sereno di David Sassoli

Il sorriso sereno di David Sassoli - © European Union 2019 - Source : EP

E ancora: “Sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche. Che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostro governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni”.

Significativa anche la sua ultima intervista a Il Corriere della Sera (14 dicembre 2021): Leggi il resto di questo articolo »

Per i tipi di Cantagalli e con l’introduzione di Papa Francesco, esce un’altra perla per noi cristiani che credono nell’identità e missione dell’Europa. Grazie agli amici di Alleanza Cattolica, che hanno dedicato una serata con Mons. Gianpaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste e fondatore dell’Osservatorio van Thuân per la Dottrina Sociale della Chiesa, che ha più volte avuto uno sguardo appassionato sull’Europa (link alla presentazione del libro).

Il volume, pur intriso di grande realismo, non si chiude con pessimismo e tristezza; al contrario: «Un motivo della mia speranza — scrive — consiste nel fatto che il desiderio di Dio, la ricerca di Dio è profondamente scritta in ogni anima umana e non può scomparire. Certamente, per un certo tempo, si può dimenticare Dio, accantonarlo, occuparsi di altre cose; ma Dio non scompare mai. È semplicemente vero quanto dice sant’Agostino, che noi uomini siamo inquieti finché non abbiamo trovato Dio. Questa inquietudine anche oggi esiste. È la speranza che l’uomo sempre di nuovo, anche oggi, si ponga in cammino verso questo Dio». – Dall’introduzione di Papa Francesco.