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A Strasburgo il Parlamento europeo ha votato a maggioranza (364 sì, 154 no, 37 astensioni) una risoluzione che punta a scongiurare un orientamento più favorevole alla tutela della maternità e della vita da parte della Suprema Corte degli Stati Uniti d’America. Un deragliamento pericoloso.

La maggioranza dei deputati al Parlamento europeo ha ritenuto legittimo approvare una Risoluzione – testo di natura politica sull’attualità – che invita l’organismo che amministra la giustizia al livello massimo in un consesso di Stati indipendenti (dall’UE) e pienamente sovrani, per scoraggiare i giudici americani dal rivedere la legislazione sull’aborto a maggior tutela del nascituro.

Non si tratta solo di un’ingerenza che a ruoli invertiti sarebbe certo tollerata a fatica, ma anche dell’ennesima occasione per propugnare un inesistente diritto umano all’eliminazione del nascituro e a dare battaglia all’obiezione di coscienza.

La notizia purtroppo non meraviglia chi segue l’attualità europea, che ci mostra un volto di Europa segnato dalle logiche di morte anziché in prima linea a proteggere e valorizzare il diritto umano fondativo per eccellenza, il diritto alla VITA e al sostegno della maternità – anche nelle situazioni più dolorose e quindi che esigono maggiore delicatezza e rispetto. Pieno sostegno, quindi agli amici di Alleanza Cattolica e al Segretario Generale della COMECE, che hanno prontamente espresso preoccupazione e ribadito la necessità di tutelare la maternità e l’obiezione di coscienza.

L’impegno per diffondere la grandezza della civiltà europea assume da oggi un valore ancora più stringente. Noi ci siamo!

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